Le conseguenze di Doria
Come nasce la storia del Pisapia genovese
A Milano la pioggia, a Genova il vento gelido: il cattivo tempo colora le primarie per le elezioni comunal di arancione. Sotto la Lanterna così si è arrivati alla vittoria del candidato di Sel Marco Doria. Sembrava che la contesa fosse limitata alla congiura di Palazzo che i bersaniani locali avevano intrapreso contro il sindaco uscente Marta Vincenzi, appoggiando la candidatura della senatrice Roberta Pinotti, nel 2009 supporter di Franceschini. di Matteo Muzio Leggi La lezione di Genova (disastri del Pd a parte) dal blog Cerazade
15 AGO 20

Genova. A Milano la pioggia, a Genova il vento gelido: il cattivo tempo colora le primarie per le elezioni comunal di arancione. Sotto la Lanterna così si è arrivati alla vittoria del candidato di Sel Marco Doria. Sembrava che la contesa fosse limitata alla congiura di Palazzo che i bersaniani locali avevano intrapreso contro il sindaco uscente Marta Vincenzi, appoggiando la candidatura della senatrice Roberta Pinotti, nel 2009 supporter di Franceschini. Eppure Vendola e Di Pietro, quando erano passati da Genova, avevano avuto parole d'elogio per la giunta Vincenzi. Sembrava che la sua riconferma fosse cosa fatta. Ma poi si è fatta avanti la senatrice Roberta Pinotti, già assessore della giunta provinciale Vincenzi nel 1993: autocandidandosi. E quindi per la prima volta, le primarie applicate anche a un sindaco in carica. E per Marta Vincenzi, oltre che non essere molto popolare, essere invisa all'apparato del partito ed aver affrontato con molta difficoltà la prova dell'alluvione, si profilava una sconfitta interna. Il partito chiedeva maggiore collaborazione su argomenti come l'edilizia e la costruzione del Terzo Valico ferroviario per l'Alta Velocità. Con la benedizione tacita del governatore Burlando. Ma anche la sinistra non è stata alla finestra: e così ha tirato fuori la candidatura di Marco Doria, professore universitario di storia economica e figlio di Giorgio Doria, esponente dell'antica famiglia patrizia genovese, già senatore del Pci. Una candidatura di bandiera, si disse. Pisapia era un'altra cosa... Certo, anche lui aveva l'appoggio di Don Gallo e di alcuni vecchi saggi del Pci, un pezzo di Cgil e tutta la rete dei circoli Arci, oltreché diversi esponenti di prim'ordine dell'ateneo genovese. Ma comunque sempre poca cosa: nel 2007, lo scrittore Edoardo Sanguineti, sostenuto da una forte sinistra, aveva preso solo il 14 per cento. Però parliamo di un'altra Genova: senza la crisi di Fincantieri e reduce da una stagione di forte crescita del settore turistico. Le posizioni sfumate delle due esponenti del Pd, Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, sulla vicenda della possibile chiusura del cantiere navale di Sestri Ponente hanno molto favorito l'ascesa di Doria. E Nichi Vendola? Lo stesso che elogiava la Genova vincenziana come una città "dov'è bello vivere", il 1 febbraio veniva a sostenere Doria nella Sala Chiamata del Porto, luogo di ritrovo storico dei "camalli", unico politico di livello nazionale a farsi vedere. I pronostici della vigilia davano per favorita la Pinotti: troppi appoggi e un elettorato fedele come quello del vecchio Pci parevano abbastanza per vincere. E dulcis in fundo, migliaia di messaggi inviati ai genovesi. Uno è stato ricevuto anche dal capogruppo leghista in Regione Edoardo Rixi. Ma sono serviti a poco: per lei solo il 24% dei voti, superata addirittura dall' uscente Marta Vincenzi con il 27%. La Pinotti ha reagito con un asettico: "Accettiamo il risultato". Marta Vincenzi invece ha reagito in serata prima con le lacrime e un ironico "Di sicuro non farò campagna per il centrodestra". Poi su Twitter lo sfogo: si inizia con un "Ora bisogna ricominciare. Ma il rischio di una città che muore e non vuole riconoscerlo è lì". Poi partono gli attacchi: all'apparato del Pd innanzittutto. "Bisognava dargli una mazzata subito" e "Non ha mai elaborato il lutto" per il 2007. Poi colpisce anche gli alleati di coalizione: "Ho provato a tenere insieme una coalizione impossibile". Poi si paragona a Ipazia, filosofa gnostica del V secolo: "Oggi le donne riescono a non farsi uccidere quando perdono". Ce n'è anche per Don Gallo: "Chissà dove sarebbe stato al tempo di IPAZIA". E ovviamente ce n'è anche per il vincitore: "Nel voto a Doria come voto anticasta Nel tutti uguali. Viva i predicatori. Nel non riconoscere l'onesta fatica del riformismo vero". Ventitrè tweet nel giro di un'ora per fare emergere tutte le frustrazioni di cinque anni d'amministrazione. Una grana in più per il vincitore. Che a parte questo però, avrà anche altri problemi: se i comunisti della Federazione della Sinistra dopo poche ore hanno deciso di appoggiarlo dopo aver boicottato le primarie, l'Italia dei Valori comincia a porre i primi distinguo. E non esclude di presentare un suo candidato. Il centrodestra ancora non ha deciso nulla. Appoggerà il senatore ex Pdl Musso o presenterà un suo candidato? Di sicuro c'è una cosa: nelle prossime ore gli emissari del segretario Bersani faranno le valigie per Genova. In attesa della tempesta, i segretari regionale e provinciale Lorenzo Basso e Victor Rasetto hanno rassegnato le proprie dimissioni. Anche per il Pd ligure si profila un commissariamento?
di Matteo Muzio
Leggi La lezione di Genova (disastri del Pd a parte) dal blog Cerazade